Chiesa Parrocchiale |
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In stile barocco, dedicata a Santo Stefano primo martire, la costruzione è iniziata nell'anno 1684 e terminata prima dell'anno 1695. L'architetto è milanese ma non ne conosciamo il nome. I capimastri sono stati i fratelli Gatti di Castagnole Lanze. le maestranze erano in gran parte locali e altri provenivano dal Comasco e dal Canton Ticino; questi ultimi erano soprattutto specializzati nel costruire le volte.
FACCIATA
In cotto, di notevole imponenza, movimentata dalle nicchie e dal pronao. Le statue sono recenti (1943) e rappresentano le virtù (Fede, Speranza, Carità, Umiltà). I mattoni sono stati cotti sul posto, in fornaci fatte dalla comunità o da privati.
PORTALE
In legno di noce, intagliato mentre si costruiva la chiesa da artisti provenienti dalla zona lombarda del lago Maggiore. Lo stile risente del rinascimento. I medesimi artisti, alcuni dei quali si fermarono in paese, scolpirono anche il pulpito.
INTERNO
Gli affreschi della volta sono del sacerdote torinese Don Mentasti (1881) Lo stile barocco si rivela nelle quattro cappelle laterali, ricche di stucchi (eseguiti prima del 1695 dai fratelli Bellotto, luganesi) che la rendono pregevole monumento di arte. Ognuna ha un tema particolare, sviluppato negli stucchi e nei dipinti dei medaglioni.
Prima cappella a destra: dedicata a Sant'Anna in seguito a forte mortalità di bambini e di giovani puerpere, in precedenza era dedicata a San Rocco e San Carlo, ricordando la peste del 1630-31. Sull'altare si può ammirare una statua di legno dorato scolpita in Asti nel 1742 dalla famiglia Bonzanigo (proveniente dal Canton Ticino).
Seconda cappella a destra: è dedicata alle Anime del Purgatorio. Nel quadro superiore ci sono Sant'Antonio da Padova e San Filippo Neri. In paese c'è una tradizionale devozione a Sant'Antonio in seguito a in fatto miracoloso avvenuto nel 1698 mentre ignoriamo il motivo della presenza dell'altro Santo. Il quadro inferiore ricorda le anime del Purgatorio e anche i dipinti nei medaglioni e alcuni particolari degli angeli e degli stucchi richiamano questa devozione. La cappella è stata restaurata a cura della Soprintendenza ai beni storici e artistici.
Madonna del Rosario, a sinistra entrando: statua lignea risalente al 1683, un tempo veniva portata in processione. Il baldacchino, risalente al 1760, è molto originale e in stile rococò: riproduce un ramo fiorito che si intreccia a formare una corona.
Primo altare a sinistra: è dedicato a San Giuseppe ma il quadro rappresenta la Natività. Di ignoto artista milanese che lo dipinse nel 1698, a detta degli esperti è il quadro più bello della parrocchiale. In basso a destra c'è un antico stemma della comunità e della famiglia Trotti.
Secondo altare a sinistra: dedicato alla Madonna del Rosario, vi è un quadro del pittore Giovanni Monevi di Visone (AL). Questo quadro, datato 1674, apparteneva già alla chiesa precedente e rappresenta la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina. Gli stucchi sviluppano rami con rose dorate. Cappella restaurata a cura della Soprintendenza ai beni storici e artistici.
Via Crucis: è stata dipinta a Roma e risale alla seconda metà del '700.
Balaustra ed altari laterali: sono del marmista Buscaglino di Olivola di Frassinello, come i gradini dell'altare maggiore.
Altare maggiore: è stato costruito tra il 1775 e il 1780 dal marmista Ganna. Da notare i marmi policromi in delicato accostamento e l'eleganza dello stile barocco.
Nel Coro vi sono tre quadri restaurati recentemente con il contributo della Regione Piemonte. Quello centrale raffigura il martirio di Santo Stefano, patrono di Castelnuovo Calcea. Di artista ignoto, proviene da Roma e fu dipinto nel 1752. Il quadro a destra era l'icona della chiesa precedente, dedicata alla Madonna della Spina. Datato 1574 rappresenta la Madonna con il Bambino che tiene una rosa in mano e i Santo Stefano e Sebastiano compatroni della comunità. Il quadro a sinistra proviene da una cappella campestre. Al centro la Madonna con il Bambino, ai lati i Santi Sebastiano e Francesco. Notare il Bambino che toglie una freccia a San Sebastiano e gli offre un mazzo di fiori. Le porte che dal coro danno accesso alla sacrestia e al campanile provengono probabilmente dal castello e dovevano avere una doppia facciata con disegni vari.
Organo: costruito da Gandini di Varese, ha cent'anni ed è stato recentemente restaurato.
ABSIDE E CHIESA CONFRATERNITA
L'abside è imponente perchè la parrocchiale ha praticamente due piani, uno a livello della piazza e l'altro al piano di via Marconi. La chiesa con ingresso dall'abside era utilizzata dalla confraternita; all'interno è conservata una statua in legno del cristo Morto che ogni cinque anni viene portata in processione per il paese il Venerdì Santo. Si tratta di un evento molto suggestivo, con personaggi in costume e vie illuminate da torce, ma è soprattutto una tradizione del paese che risale al 1750 e originariamente organizzata dalla locale confraternita dei Battuti.
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