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Beato Baldassarre Donadei |
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Testo tratto dal Giornalino Parrocchiale di novembre 2007 Mi permetto
di riprendere molto brevemente quei dati
che trovate anche nella storia di Castelnuovo. I Donadei
erano un’antica famiglia
castelnovese sempre presente nella vita pubblica della comunità, tra i
membri del consiglio comunale, tra gli “intellettuali” in quanto
diversi di loro erano notai attivi in paese, talvolta anche nelle attività
commerciali. Da alcune
ricerche fatte negli antichi catasti comunali, ho individuato
la loro abitazione,di fianco alla casa parrocchiale, esattamente di
fronte alla chiesa della Confraternita, quella che a lungo tempo è poi
stata della famiglia Dova ed ora Picasso. Castelnuovo era molto legato al mondo francescano di cui c’erano due conventi in Nizza quello dei cappuccini che avevano la sede nel convento della Madonna delle Grazie, ora la casa delle suore dell’Ausiliatrice, ricuperata dopo varie vicende proprio da Don Bosco. I francescani conventuali avevano il loro convento e la chiesa vicino all’attuale municipio. Questi religiosi si alternavano a Castelnuovo nel predicare ogni anno il Quaresimale e poi per altri momenti di ministero. Erano parecchie le vocazioni religiose in quel tempo. Baldassarre è nato a Castelnuovo verso la fine del 1400, anni in cui non si tenevano ancora i registri comunali e nemmeno quelli parrocchiali. Si potrebbe trovare qualcosa negli atti notarili. Notizie più precise esistevano sicuramente nei registri dei vari conventi in cui è vissuto e a Torino per gli anni di formazione, se non fosse passato il ciclone napoleonico che tutto ha travolto spostando e distruggendo cose anche più importanti. Fatto sta che il ragazzo Donadei diventato figlio di San Francesco, è stato un religioso molto pio e stimato nel suo Ordine, che varie volte lo scelse come Padre Guardiano cioè superiore in vari conventi nella Provincia Piemontese-ligure e lo inviò in predicazione missionaria nelle zone abitate dai Valdesi. Visse a lungo nel convento di Mondovi, e in quello di Benevagienna. La sua vita si incrociò con quella di alcune persone assai venerate in quel periodo come il Beato Angelo Carletti da Chivasso, il beato Ignazio da Santiah. La beata Caterina Mazzucchi. In modo particolare si sa che è diventato direttore spirituale e confessore della beata Paola Contessa di Benevagienna Gambara proveniente dalla nobile famiglia bergamasca degli Stampa, Signora di Benevagienna. A quei tempi non erano ancora state fissate tutte le regole ora vigenti per accertare la santità delle persone. Quasi tutto partiva dalla fama di santità diffusa presso il popolo e quindi alla devozione che si diffondeva. Presso i Francescani il nome del Beato Baldassarre Donadei è continuato fino ad oggi come una gloria dell’ordine. Solo che tra i tanti Castelnuovo nessuno aveva pensato di precisare qual’era la sua esatta provenienza. Qualcuno l’ ha indicato “da Castelnuovo Scrivia”. All’inizio del secolo scorso uno studioso si è preoccupato di precisare la vera origine e nelle sue ricerche ha scoperto che l’ ”unico Castelnuovo che aveva ancora tracce della famiglia Donadei era il nostro”. E l’ha segnalato a chi di dovere. Don Vespa che non era solo attentissimo al decoro della chiesa, ma anche al bene che poteva derivare al popolo da una ri scoperta del genere deve averne parlato con entusiasmo ottenendo anche l’interesse di un pittore locale, per averne un’immagine. Probabilmente il quadro che vi presento è stato richiesto da lui A me per ora basta richiamare attenzione su una pagina bella della nostra comunità Negli anni passati, con Piergiorgio Poglio fummo attenti anche a piccole cose, come quando si ripassava i tetti di case antiche. Fu così che invece di finire tra le macerie si salvò anche una tegola con un’incisione molto essenziale che potrebbe essere lo stemma della famiglia Donadei. L’ultimo rampollo della famiglia Donadei fu Don Alessandro che diventò prete nella Diocesi di Acqui. Nei tempi napoleonici Castelnuovo dalla Diocesi di Pavia era passato a quella Acquese. Tanto che uno dei Succi divenne canonico arciprete del duomo di Acqui. Alessandro Donadei Arciprete di Pareto affidò la sua anima a Dio nell’anno 1782. Come Arciprete viene indicato ancora nel libro del catasto del 1783. Poi ai Donadei il catasto sostituisce la famiglia di Violanta (Jolanda) Valle. Non saprei dire con quale grado di parentela. Il quadro rappresentante il Beato, risalente ai primi
del '900, attualmente custodito nella confraternita e restaurato con
passione da Italo. Molto probabilmente è opera dell'artista Stefano
Benech detto Tunieto che allora divideva la sua dimora tra Savona e il
Castello di Castelnuovo. |